Run numero 19  -  Marzo 2003

     La Corale di Istrago

     I Bimbi Bielorussi

     La festa dell'aringa

     Crollato il tetto della stalla più vecchia del Paese

     Il mestiere di adulto

     8 Marzo , festa della donna : Ricordo o Business?

     Istrago e Internet

 

 

 

La Corale di Istrago


Chi di voi partecipa alla Santa Messa nella Chiesa di Istrago non può non aver notato che alcune persone rendono, con gioiosi canti, più viva e partecipe la Celebrazione Eucaristica. Istrago, nonostante sia un piccolo paese, può vantare anch'esso una corale. L'idea di creare questo coro è nata dieci anni fa quando Lieta Crose ha proposto ai numerosi cresimandi di quell'anno di sfruttare questo gruppo per animare le Sante Messe domenicali e le grandi feste. Ovviamente non abbiamo cominciato a cantare a voci scoperte ma siamo stati fin dall'inizio accompagnati dal nostro organista Matteo Marchesin. Ci siamo cimentati in intere messe in latino, abbiamo cantato numerose canzoni in friulano e in inglese. Cerchiamo sempre di proporre canzoni nuove ad ogni celebrazione importante come Pasqua, Natale, San Biagio (nostro patrono) e l’8 settembre per la Festa della Madonna. Compatibilmente ai nostri impegni, qualcuno di noi è sempre presente anche ad ogni Santa Messa domenicale. Nel nostro curriculum possiamo anche vantare una trasferta al Santuario di Barbana e una a Luint di Ovaro nella Chiesa dei Santi Caterina e Valentino; ad Istrago invece abbiamo cantato, su richiesta, a sette matrimoni. Bisogna dire che dietro ad ogni canzone che sentite cantare c'è una certa preparazione e un certo impegno in termini di tempo: Lieta ricerca le canzoni da farci imparare, il nostro organista prepara l'arrangiamento musicale dopodiché ci ritroviamo tutti insieme per impararle il martedì e il giovedi sera a settimane alterne. Come potete vedere dalla foto, ora non siamo molto numerosi ma non ci manca comunque la voglia di cantare. Cantare in un coro non richiede sforzi sovrumani ma è un impegno. Ognuno di noi o per il lavoro, o per la scuola o per impegni familiari o di altra natura ha il suo bel da fare, ma il tempo per ritrovarci a cantare lo troviamo sempre. Lo facciamo volentieri perché oltre ad essere una cosa che ci piace, per noi cantare è un momento per stare insieme e per allontanare dalla mente i problemi della giornata. Speriamo vivamente che questa iniziativa che arricchisce il nostro paese sia sempre apprezzata e soprattutto speriamo che in questo nostro piccolo coro si uniscano delle nuove e fresche voci per dare un senso e una continuità a ciò che abbiamo portato avanti in questi anni.

Autore: Silvia De Paoli   

 

I Bimbi Bielorussi


L'anno scorso, precisamente da1 5 aprile al 5 maggio 2002, nell'ambito "Progetto Cernobyl" programmato e sostenuto dal Comune di Spilimbergo, sono stati accolti nella nostra comunità 28 alunni della scuola russa di Minsk, Bielorussia, accompagnati anche da tre insegnanti e da una interprete. L'iniziativa, nuova nel suo genere per la nostra cittadina, è stata accolta favorevolmente dalle famiglie contattate, le quali, a parte qualche perplessità iniziale, hanno assolto con piena soddisfazione il loro ruolo di “secondi genitori” per i piccoli ospiti. Poi naturalmente hanno dato il loro contributo affettivo, fratelli, nonni, amici, coetanei italiani, conquistati ben presto dalla simpatia e dalla spontaneità dei bambini russi, i quali, nonostante il limite imposto dalla loro lingua, sono riusciti a farsi comprendere e amare da tutti. Questa iniziativa comunque non può definirsi solo un atto di generosità verso di loro, bensì è stato un modo per mettere a confronto esperienze diverse, arricchendo entrambe le parti in un processo di scambio vicendevole che è il vero scopo del programma. Per quanto riguarda la mia esperienza, posso dire che io e mio marito siamo stati pienamente soddisfatti da Anton, il bel bambino di 8 anni che abbiamo avuto la fortuna di conoscere ed ospitare nella nostra casa. A parte qualche comprensibile diffidenza iniziale, confermata anche da altre famiglie, siamo riusciti in breve tempo a comunicare e ad instaurare un rapporto di reciproca amicizia, sostenuti in questo anche dalle gentili insegnanti che erano sempre pronte a chiarire dubbi e a fare da interpreti in caso di necessità. Il Comune inoltre, per favorire la conoscenza dei nostri luoghi, certamente insoliti per i piccoli ospiti, ha organizzato due gite turistiche, una al Parco-zoo "Punta Verde" di Lignano e l'altra al Parco S.Floriano in località Polcenigo. Si è offerta così la possibilità ai bimbi di socializzare e di incontrarsi fra loro, oltre all'opportunità di conoscere nuovi luoghi. I bambini durante il giorno seguivano il loro regolare ciclo di studi, che li teneva occupati fino alle quattro del pomeriggio, sempre seguiti dalle loro insegnanti madrelingua. Il sabato e la domenica invece erano giorni di pausa e spesso diventavano occasione di incontro fra compagni. Il tempo della permanenza di Anton nella nostra famiglia è trascorso sin troppo velocemente e il nostro timore era di non poterlo rivedere tanto presto, considerando il profondo rapporto d'affetto che oramai ci lega reciprocamente. Fortunatamente il Comune di Spilimbergo, anche quest'anno, ha offerto la sua disponibilità per ripetere la bella esperienza che ha coinvolto tanto positivamente la nostra comunità. Così dal 5 marzo a1 15 aprile, per circa sei settimane, i bimbi della Bielorussia torneranno fra noi, anzi altre famiglie si sono offerte per accoglierli, fra cui altre tre ad Istrago. Confesso che io e mio marito non vediamo l'ora di riabbracciare Anton e auguriamo che una simile bella esperienza possa essere condivisa anche dalle altre famiglie, perché da un atto d'amore come questo c'è veramente molto da ricevere e da imparare.

Autore: Maria C. De Rosa   

 

La festa dell'aringa


La Festa dell'aringa è una delle tradizioni più conosciute e apprezzate sia dagli Istraghesi che dai forestieri. Da sempre si svolge il giorno delle Sante Ceneri nei locali dell' odierno bar trattoria "Agli Amici". La prima licenza data a questo locale risale al 1927 la cui gestione era dei fratelli Romeo e Dante De Rosa. Negli anni Cinquanta la famiglia si divide i compiti: Romeo gestisce il negozietto di alimentari mentre il nipote Renzo con la moglie Lady gestiscono la trattoria. Nel 1971 Luciano Pietrella (per gli amici Lucino) acquista lo stabile, ed insieme alla moglie Rita, da allora hanno sempre partecipato a tutte le Feste dell'aringa nonostante altri avessero gestito il locale negli anni successivi. Ora il locale è gestito dai figli Mauro e Carla. Anche se si sono avuti vari cambi di gestione questa tradizione si è mantenuta nel tempo, anche perché era una festa molto sentita fin dall'inizio, non solo dai compaesani ma anche da persone che arrivavano a piedi da più parti del comune. Le sale utilizzate per questa festa erano occupate dai clienti dalla mattina alle sette fino alla sera tardi quindi c'era sempre un gran lavoro, tanto che andavano a dare una mano anche persone del paese, facendo diventare questa festa un pretesto per stare insieme. La faticosa giornata spesso si concludeva con una bella canzone suonata con la fisarmonica, infatti non poteva mancare Luciano, detto "Cran", e la sua "Mai sentita"; non importava quanto stanco era chi aveva lavorato, ad una certa ora ci si mescolava ai clienti per danzare e cantare sulle note di "Cavallino corri e va". Anche ora c'è un gran lavoro ma forse si è perso un po' quello spirito di festa che aleggiava invece anni fa, un po' perché ora le persone sono abituate a ricevere nei ristoranti un certo tipo di servizio, quindi si richiede un personale adeguato e non la semplice gente di paese, e un pò perché, pur sentendosi ancora legati alla tradizione (e lo dimostra il numero sempre più grande di persone che partecipano), l'osteria non è più come un tempo l'unico punto di ritrovo. Oggi ci sono molti più modi per divertirsi e stare insieme non occorre aspettare questa festa per farlo. Il menù previsto per quel giorno era costituito da: aringa, formaggio salato, lingua salmistrata con la giardiniera. Oggi invece si è adattato alle nuove esigenze e già da diversi anni al menù di base è stato aggiunto il baccalà, i "bigui in salsa", le "sarde in saor", le trippe, la zuppa e altre varie pietanze di pesce. Oggi per riuscire ad assicurare un certo servizio in questa giornata si lavora per prenotazione anche per evitare che si formino le file fuori dalla porta come tanti anni fa. Nonostante questi cambiamenti, dettati dalle esigenze della società che cambia, la preparazione dell'aringa è sempre la stessa. La sua lavorazione richiede molto tempo ed è per questo che è possibile mangiarla solamente il giorno delle Ceneri e nei giorni di Quaresima. Le aringhe arrivavano dai mari del nord e venivano conservate sotto sale. Per la loro preparazione si doveva procedere a numerose fasi di dissalatura, dopo le quali le aringhe venivano stese ad asciugare su delle grate. Questo procedimento era agevolato dall'aria scarsa di umidità, che accelerava la fase di asciugatura, e comunque nel complesso la lavorazione variava da sei a dieci giorni. Oggi l'unica differenza nella procedura è che le aringhe non vengono stese ma appese. Oltre alle aringhe uno dei pasti caratteristici di questa festa era il formaggio salato. Da sfatare il fatto che il formaggio fosse prodotto in loco; infatti questo veniva acquistato nelle latterie vicine e poi veniva conservato nelle saline. Il prodotto fresco era possibile farlo stagionare in modo da dargli un sapore più deciso e piccante. Ora le norme igienico-sanitarie non danno più la possibilità di svolgere il procedimento di salatura e stagionatura in casa, per cui ci si affida ai formaggi prodotti dagli stessi fornitori che, adeguandosi alle norme, hanno saputo trovare equilibrio tra prodotto artigianale e industrializzato. Per quanto riguarda il baccalà, anche questo molto richiesto dai clienti del locale, viene preparato con la stessa ricetta da anni, ricetta suo tempo seguita dalla madre dei fratelli Romeo, Dante e Guido Gala e utilizzata nella preparazione di questo piatto fin dagli anni Trenta. Quest'anno è la trentunesima Festa dell'aringa della famiglia Pietrella e speriamo che questa importante tradizione, che ci fa rivivere i sapori di una volta, continui e non si perda nel tempo perché anche i piatti semplici e un tempo poveri traccino quel filo di continuità che lega le generazioni passate e quelle future

Autore: Carla Pietrella   

 

Crollato il tetto della stalla più vecchia del Paese


Domenica 11/8/02 verso le 16.30 in via G. Venezian 2 in una via tra il centro e la periferia del paese è crollato il tetto in una stalla che era la più vecchia del paese tutt’ora esistente. Oltre che da stalla, era anche collegata ad una casa (che adesso non esiste più) e la stalla ha ospitato diversi animali, tra cui una mucca, un’asino e diversi animali da cortile. Improvvisamente, in pieno pomeriggio, a seguito delle abbondanti piogge che sono cadute negli ultimi giorni, hanno "gonfiato" le travi già marce e quindi le hanno fatte sprofondare facendo crollare tutto il tetto. La strada è stata chiusa e transennata per precauzione e per fortuna non c’è stato nessun ferito.

Autore: Davide Cimarosti   

 

Il mestiere di adulto


Daremo ai nostri ragazzi più sicurezza e fiducia se fossimo meno pessimisti e ponessimo dei limiti ai loro desideri. Il mestiere dell'adulto dovrebbe essere quello di trasmettere ai nostri ragazzi le esperienze vissute, e cercare di cogliere oggi le loro esigenze che senz'altro non sono quelle da noi vissute nella nostra passata fanciullezza. Quante volte ci è capitato di vedere che (come) i nostri ragazzi si divertono un po' a spaventarci, a provocarci. Dovremo capire che con questi atteggiamenti vogliamo metterci alla prova. Si aspettano da noi adulti un messaggio di sicurezza e fiducia nei loro confronti. La nostra capacità di comprensione non deve però essere illimitata, perché ciò rischia di confonderci. E' importante che loro debbano sperimentare limiti ai loro desideri, devono confrontarsi con i "no" e con le regole anche se contrattate insieme. Insomma proviamo noi a fare gli adulti e lasciamo a loro la parte dei ragazzi, a volte giustamente immaturi. E' difficile poter indicare a un ragazzo il ruolo che dovrà svolgere da adulto perché la società di oggi cambia troppo in fretta per consentire previsioni a medio e lungo termine. Una volta terminati gli studi, l'inserimento nel sociale risulta sempre più difficile e precario ed il rischio in cui i nostri ragazzi vanno incontro è di sentirsi soli, oscillando tra fantasie, sentimenti di vuoto, incertezze per il futuro e noia per il presente, una spirale da cui è difficile uscire. Allora ecco che ci buttano addosso a noi adulti angosce e insicurezza. Ricordiamoci che per loro è importante avere accanto degli adulti che sanno accoglierli, sdrammatizzare e ironizzare su queste loro "tragedie", perché la loro è una età che non conosce mezze misure. Sono infatti altrettanto frequenti i repentini cambiamenti di umore, passando da angoscia e depressione a momenti di euforia e gioia, senza che noi riusciamo a cogliere il nesso fra questi diversi atteggiamenti. E' proprio sulla base di queste considerazioni che la comunità spilimberghese, attenta a queste problematiche, ha istituito dei centri di aggregazione giovanile con l'intento di ascoltare, indirizzare e consigliare tutti i ragazzi che in qualche modo hanno dei problemi, grandi e piccoli che siano. Ricordo fra le tante iniziative, l'infomagiovani (presso casa Gaspardo Via Mazzini 23, telefono 0427/419049), dove è possibile chiedere informazioni sul mondo del lavoro, su attività e manifestazioni locali, Spilimbergo Musica, centro di aggregazione giovanile con obiettivo l'arricchimento culturale dei giovani nei confronti della musica. Io adulto, mi permetto di chiedere ai miei compaesani, di avere un occhio sempre vigile sui nostri giovani, cercando di capire che stanno vivendo in un mondo non sempre facile e mettendoci una mano sul cuore facciamo un'autocritica: stiamo veramente dando loro ciò che ci chiedono?

Autore: Sergio Tavella   

 

8 Marzo , festa della donna : Ricordo o Business ?


E' tradizione ormai da lungo tempo che l'8 marzo sia dedicato alla donna, ed in questa giornata le donne ritrovano la loro identità più vera ricevendo più attenzioni da parte degli uomini. Forse però non tutti conoscono i veri motivi per cui si festeggia la donna proprio in questo giorno. Le origini risalgono al lontano 1908, nella città di New York, presso una delle più importanti industrie tessili del paese, la Cotton, azienda in cui operavano in prevalenza donne. Pochi giorni prima di questa data, le operaie iniziarono un importante sciopero per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Questo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finchè l'8 Marzo, il proprietario dello stabilimento, tale Mr. Johnson, con un plateale gesto di repressione, bloccò tutte le vie di accesso alla fabbrica e appiccò il fuoco al suo interno. Le 129 operaie intrappolate all'interno perirono fra le fiamme. Da quel giorno iniziarono una serie di commemorazioni, circoscritte inizialmente nei soli Stati Uniti, allo scopo di ricordare le vittime di quel terribile rogo. Successivamente, durante il periodo in cui le rivendicazioni femminili diventarono pressanti, le associazioni femministe portarono l'8 marzo come data simbolo delle vessazioni che le donne hanno dovuto subire durante il corso dei secoli. Oggi giorno questa festa si è trasformata in un vero business, in cui da una parte i produttori di fiori si vedono incrementare i loro gettiti con le mimose, dall'altra ristoratori e gestori di discoteche vedono i loro locali riempirsi di gruppi di amiche che considerano questa giornata come momento di trasgressione collettiva, rivendicando in questo modo la parità fra i sessi. E' certamente vero che nella società occidentale, in cui oggi viviamo, la donna ha conquistato diritti paritari nei confronti dell'uomo, al contrario di alcuni paesi culturalmente diversi dal nostro, in cui è ancora l'uomo ad accampare diritti proprietari sull'altro sesso. Basta aprire un giornale o guardare la TV, per imbattersi in fatti di cronaca quotidiana in cui giovani donne sono rovinate dall'acido fatto cadere sui loro corpi da uomini che decretano in questo modo il loro possesso su di loro. Su questi punti tutti noi dovremo porre attenzione e sforzarci per far cessare queste barbarie che, a distanza di 100 anni, fanno pensare che i fatti dell'8 marzo 1908 non ci abbiano fatto riflettere ancora abbastanza!

Autore: C. De Rosa   

 

Istrago e Internet


Dall'agosto 2002 finalmente anche Istrago ha il suo sito internet ufficiale che prende il posto di quello ufficioso, lento e con un nome criptico anche per quelli che lo hanno creato. Ora il sito si trova al più consono e definitivo indirizzo www.istrago.it La veste grafica rispecchia la precedente versione anche se saranno previsti dei ritocchi per abbellire ed arricchire le sue pagine. Nell'ultimo quadrimestre dell'anno 2002 le visite al sito sono state circa una settantina, numero non molto grande ma per un paese piccolo come il nostro è un buon punto di partenza. Da sottolineare anche che questo basso numero di contatti ha fra le motivazioni il fatto che solo nel gennaio di quest'anno è stato disattivato il vecchio sito e che ancora oggi i motori di ricerca di internet, indicano Istrago, con il vecchio indirizzo. Un dato statistico di particolare importanza è rappresentato dal numero di visitatori localizzati per area geografica. Dagli Stati Uniti alla Norvegia, dal Belgio alla Svizzera, all’Olanda molti simpatizzanti e ex compaesani ci hanno contattato e visitato il sito; ed è proprio questo lo scopo principale per cui il sito è nato: un modo alternativo per far sentire i nostri amici istraghesi all’estero di nuovo a casa loro, rendendoli partecipi, per quanto possibile, della vita del paese. Per favorire questi contatti, abbiamo anche attivato la mitica Mailing List, nella quale chiunque può iscriversi (basta mandare un e-mail all’indirizzo info@istrago.it con oggetto ISCRIVIMI) per ricevere notizie fresche relative alle attività e alle manifestazioni che si svolgono durante il corso dell’anno. Ad oggi abbiamo già una ventina di iscritti, ma contiamo nel vostro aiuto per divulgare questa iniziativa a tutti amici, parenti e conoscenti.

Autore: Redazione Il Run

 

 

 

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E stato attivato  il nuovo blog di Istrago.  Il punto ideale per conoscere  tutte le curiosità sul nosto paese, un modo per confronarsi e per raccontare le proprie esperienze

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