Run numero 18  -  Dicembre 2001

     Il Run c'è?

     Vent'anni dallo scoppio di rovina

     Sport e tempo libero

     Organi e Organisti

     New York - Istrago

     Vent'anni della biblioteca di Istrago

     Centenario del ponte di Ferro a Istrago

 

 

 

 

 

 

 

Il Run c'è?


Sì, c'è! Un po' è tornato e un po' ritornerà nel corso del 2001 e forse del 2002. Anche una pubblicazione che non ha cadenza fissa può avere qualche difficoltà a "mettersi insieme", a farsi scrivere. Latita, litiga, tenta di riapparire di qui, sbuca di qua, ma prima o poi riemerge e ... chiede una mano per rimanere a galla!! Proviamo intanto a ripartire e raccontiamoci cos'è successo e cosa ci aspetta dopo tutti questi mesi oramai trascorsi dalla pubblicazione del numero precedente. E' stato un periodo particolare, a cavallo di un fine millennio, ma in fondo ancora molto simile a quelli immediatamente precedenti. Istrago, per esempio, l'altr'anno ha superato un'altra "prova". Dopo aver già subìto in passato danni dal maltempo questa volta si è trovata di fronte ad una vera calamità naturale: la tromba d'aria del 16 agosto 1999. Uno sconquasso così non si era mai visto, se non in TV. Un evento a volte temuto, ma imprevisto per la sua vastità e portata. Abbiamo visto un numero impressionante di alberi sradicati o stroncati, colture rase al suolo, case ed altri fabbricati scoperchiati, attrezzature distrutte, strade bloccate, ecc. Nel 2000 poi, neppure completati i lavori più urgenti alle abitazioni, e mentre ancora erano in fase progettuale gli interventi resisi necessari ai fabbricati pubblici (ex scuole, cimitero) ed agli impianti di illuminazione stradale, siamo stati colpiti da un'altra devastante bufera, meno intensa della precedente, ma che ha danneggiato ancora varie abitazioni, tetti, giardini e recinzioni. Come già verificatosi con altri eventi che ci hanno colpito in quest'ultimo quarto di secolo (terremoto, scoppio nei cantieri Rovina), possiamo in parte consolarci con la constatazione che le calamità sono state trasformate in opportunità per rinnovare o cambiare. In questo caso, inoltre, visti i rilevanti danni alle colture arboree, ai giardini ed ai boschetti per molti è stata l'occasione per crearsi una consistente disponibilità di legna da ardere nonché, di una quantità notevole di materiale che ha validamente contribuito al tradizionale falò dell'Epifania. Infatti, come tutti auspicavano riprendendo la tradizione, negli scorsi anni alcuni volenterosi, in gran parte giovani, hanno saputo ripetere questa festa, particolarmente ricca di fascino e di simbologie, che tutti apprezzano e sperano di rivivere anche nel nuovo millennio (altro che mille e non più mille!).

Autore: La Redazione.  

 

Vent'anni dallo scoppio di rovina


In vent'anni, a volte, rimane tutto immutato; a volte invece cambia tutto. A Istrago "qualcosa" è successo. Poco più di vent'anni fa, esattamente il 12 ottobre 1979, si verificarono le tragiche esplosioni al "Cantieri Rovina". Allora conoscevo a malapena ciò che vi si faceva, non abitavo ancora ad Istrago, ma quel giorno mi trovavo a poche centinaia di metri dal pericolosissimo deposito di esplosivi e di materiale bellico. Quel pomeriggio, io e mia (futura) moglie avevamo appena salutato i nonni per recarci a Spilimbergo e, in auto, stavamo attendendo di attraversare l'incrocio tra la nostra Frazione e il Capoluogo. Sorpresi da un improvviso movimento dell'auto abbiamo pensato di essere stati urtati da un automobilista distratto, ma non si era udito il botto!. Ci siamo guardati alle spalle non c'era nessuno; abbiamo subito pensato al terremoto! (il 1976 era ancora dietro l'angolo) Ci siamo detti: "Di nuovo una forte scossa!". Ma entrambe le impressioni erano errate e ce ne siamo resi conto poco dopo quando girando le spalle abbiamo visto la prima fiammata, dietro di noi, oltre il paese. Dopo un momento d'incertezza, preoccupati per i nonni, abbiamo deciso di ritornare da loro per vedere come stavano. Erano bloccati in casa, lo spostamento d'aria aveva spalancato finestre e danneggiato porte ed infissi. I nonni erano illesi, ma scossi e preoccupati e si chiedevano cosa fare. Il primo pensiero è stato quello di valutare i danni all' abitazione e per questo pensai di fare subito un giro per la casa e poi in giardino. Non sapevo, non credo nessuno sapesse che il peggio doveva ancora venire. Infatti, mi trovavo nel cortile, appena oltre il fabbricato, e mi stavo recando sul retro della casa, quando si verificò una seconda esplosione molto, molto più forte, in un attimo si alzò un'enorme fiammata rossa, subito dopo lo spostamento d'aria mi investì e per alcuni istanti mi diede la sensazione di galleggiare in un liquido caldo. Non capivo, non me l'aspettavo; avevo solo la sensazione che restare lì fosse pericoloso, ma ero ipnotizzato dalla grande lingua di fuoco. Solo dopo alcuni lunghi momenti mi venne in mente che avrei potuto essere colpito da schegge, pezzi di fabbricato, sassi (come accadde a quello sfortunato ragazzino che, seppi poi, si trovava a casa sua, ben più lontano dal cantiere rispetto a noi), che potevano verificarsi altre potenti esplosioni. Rivolgendo lo sguardo alla casa, mi resi conto che l'impatto di questa seconda esplosione era stato devastante: porte e finestre erano ora scardinate, molti vetri rotti, tante cose erano finite a terra. Questa volta i nonni e mia (futura) moglie erano rimasti anche leggermente feriti in quanto si trovavano in cucina vicino al balcone orientato in direzione del deposito di munizioni. Non avevano potuto evitare le schegge di vetro e intere finestre divelte dall'onda d'urto. Non ricordo che aspetto avessero le altre case del paese, ma ho ancora chiara l'immagine della devastazione della vetrata, della cucina, del portoncino bloccato. Questa cronaca è solo una parte di tutto ciò che questo episodio mi ha "lasciato", ma per altri, in particolare per le famiglie delle vittime e per coloro che lavoravano nei Cantieri Rovina, è stato l'evento che ha sconvolto un'esistenza. Per tutti è stato l'inizio di una vicenda conclusasi solo da pochi mesi, con la distruzione o la rimozione di migliaia di proiettili; una "spada di Damocle" che, di giorno in giorno, si stava facendo sempre più minacciosa con l'aumento statistico dei rischi di: un incidente, un'azione di qualche pazzoide, un fulmine, una diffusione di gas pericolosi, ecc. finalmente resa inoffensiva.

Autore: Claudio  

 

Sport e tempo libero


Benvenuti nella rubrica sportiva del sito di Istrago, spero sia esauriente e divertente. Il sottoscritto non è un eccelso scrittore però si impegna spesso per conoscere il limite del suo stato fisico in svariate attività motorie assieme ai suoi fedeli soci. Se qualcuno si chiede quali attività si svolgono nel nostro paesello resterà deluso dalla risposta "Nessuna" o quasi!! Mi spiego, tutte le gare, corse, tornei cui partecipiamo si svolgono in altre località, noi organizziamo solo una marcia e un torneo di calcetto a 3. Gli sport praticati sono molti: calcio, marcialonga, pallavolo, bocce. La marcia è l'unica attività che viene praticata tutto l'arco dell'anno, mentre le altre si svolgono quasi esclusivamente in estate. Per esempio il calcio con il torneo dei bar a Spilimbergo (giugno), il torneo di Vidulis (luglio), il torneo di calcetto a Spilimbergo (agosto) e il torneo di Barbeano (agosto). Se vi chiedete perchè la marcia viene praticata tutto l'anno ora vi spiego:

1- Esiste un calendario nazionale e regionale di tutte le marce amatoriali a cui si può partecipare.

2- A Istrago esiste il G.M.I. (Gruppo Marciatori Istrago) che partecipa quasi ogni domenica alle manifestazioni delle due province (Pordenone e Udine) più belle o vicine.

Ora vi chiederete perchè esiste il G.M.I.? Ma che curiosi che siete!! Per questa volta vi accontento raccontandovi una bella storia Il Gruppo Marciatori Istrago (G.M.I.) nasce il 10 aprile 1994 alle ore 00:35 di una cupa serata passata il un losco locale del paese da parte di tre prodi avventurieri (il bisi, il geppi ed enso). Decisero, forse per gioco o forse per scommessa, che quella mattina sarebbero andati a correre per smaltire quei 2-3 ettolitri di liquidi infiammabili in eccesso partecipando alla marcia città del mosaico XVII edizione. Con numerosi sforzi si trovarono alle 7:30 circa e partirono a bordo dell'insetto scopiettante (la bisi mobil) verso la non precisata località di svolgimento della marcia: Spilimbergo (500 metri in linea d'aria dalle loro abitazioni). I tre personaggi si presentarono al tavolo delle iscrizioni con un fare molto impacciato. Il cassiere chiese "Quanti chilometri?" e uno dei tre valorosi rispose "dodici" (forse). E da qui iniziò l'avventura del GMI. Un pò alla volta si unirono altri prodi valorosi come EL GRINTA che farà coppia con EL LEPRE, BEN BEN, TONY GIAGUARO, TAMAGOGI, ANNIBAL. Ogni domenica un posto diverso, una distanza maggiore da provare: 5, 12, 20, 30 km. Fino a quando non spuntò il bisi con una novità: il passatore (diventerà un incubo). Il passatore è un’ultra maratona di 100 Km che parte da Firenze per raggiungere Faenza, tempo massimo 20 ore. Ci sono state varie spedizioni e solo pochi sono tornati vincitori, per gli altri il conto è ancora aperto. Beh ora basta. Il resto alla prossima puntata con i risultati dei vari tornei e altre attività sportive e soprattutto perchè sono stufo di scrivere!
Ciao.

Autore: El Lepre   

 

Organi e Organisti


Da sempre la liturgia cristiana è stata accompagnata dalla musica, dal canto ed in tempi più remoti anche dalla danza. Tutti conosciamo l'armoniosissima melodia gregoriana che, con sapiente modulazione delle voci dei coristi portava l'ascoltatore ad estraniarsi dal contingente per seguire l'altalenante corso delle note che sembravano arrivare da altre dimensioni. Tutto il mondo cristiano, quindi, ha sempre dato molta importanza all'accompagnamento musicale e corale durante le funzioni religiose tanto che si è soliti asserire che "chi canta prega due volte". Ecco perché, fin dal '300, le grandi chiese della nostra Regione, si sono dotate di imponenti organi che, oltre ad esplicare la loro funzione musicale, erano dei veri capolavori d'arte. Basti pensare all'organo di Valvasone o, più vicino a noi, a quello del Duomo di Spilimbergo riccamente dipinto dalla mano del Pordenone. Durante i secoli successivi da queste grandi realtà si sono staccate le chiese minori che man mano hanno dato vita alle parrocchie così come le conosciamo noi oggi. Va detto comunque che l'assurzione a parrocchia di una piccola comunità non era una cosa semplice dato che, per avere un parroco stabile, bisognava dimostrare di avere le possibilità economiche per sostenerlo e per soddisfare, in modo decoroso e degno, tutte le esigenze della nuova istituzione. Per le nostre popolazioni comunque questo era un obiettivo da perseguire, un simbolo di affrancamento, di autonomia, anche religiosa, raggiunta. Anche la nostra comunità, curazia dipendente da Tauriano prima, poi parrocchia autonoma dal 1905, grazie ai sacrifici della gente e ad un'oculata gestione da parte della fabbriceria, pian piano si è dotata di quanto necessario per lo svolgimento della vita religiosa e liturgica. Le funzioni, fino al primo decennio del secolo, erano accompagnate da un coro a voci scoperte in quanto, con i tempi che correvano, era impensabile avere uno strumento per sostenere il canto. Negli anni Trenta, sacerdote don Giovanni De Biasio, durante le celebrazioni solenni del Patrono o per la festività della Madonna, quando si celebrava "la Messa del terzo", celebrata cioè da tre sacerdoti, il nostro parroco chiamava don Antonio, prete di Gaio, a suonare. Partiva allora Silvia Basera con il carretto e con l'asina ed andava a Gaio a prendere il minuscolo armonium che, con la sua musica, conferiva importanza e solennità alle celebrazioni. Appena finita la guerra, negli anni 1945-48, l'indimenticabile don Alfonso Michelutti, acquistò l'armonium che ancora abbiamo in chiesa. La spesa deve essere stata molto onerosa per la nostra piccola parrocchia, ma si dice che una famiglia ebrea che il sacerdote aveva salvato nascondendola in canonica, abbia contribuito all'acquisto dello strumento tanto desiderato dal parroco. Anche allora si suonava solo nelle grandi occasioni ed il coro era seguito da vari "maestri": il cappellano cecoslovacco dell'ospedale vecchio, il sig. Antonio Serena, sindaco di Spilimbergo nonché ottimo elemento del coro del Duomo. Negli anni 1956-57, parroco don Giovanni Fedrigo, un restauratore di Venezia, nipote del pittore Martina di Tauriano, nel suo girovagare per le chiese vide il nostro armonium e ne apprezzò molto il suono dolce e pastoso. Per molti anni venne suonato dal sig. Gino Zuliani ed era accompagnato da un nutrito coro di voci maschili e femminili. Venne visto anni più tardi da altri intenditori, ma ormai lo strumento era in degrado, stonato e con alcuni pezzi mancanti. Negli anni '80 il sig. Bruno Barbui, allora responsabile del coro, lo trasformò da armonium a pedali a organo elettrico, non riuscendo però a cancellare lacune e difetti delle note. Nel 1994, quasi per scherzo o per scommessa, esordì il coro che tuttora accompagna le nostre funzioni religiose. Il vecchio armonium venne sostituito da una moderna pianola elettronica con voci d'organo ed il coro, formato per lo più di voci femminili sotto la guida dell'esperta maestra, cominciò un cammino, dapprima in sordina e poi, acquisendo esperienza e vocalità, sempre con migliori performance, tanto da guadagnare apprezzamenti e consensi da quanti anche da altri paesi e città, frequentano la nostra chiesa. Queste gratificazioni non vengono comunque senza sacrifici o impegni di tempo; il coro infatti si trova ogni martedì sera in chiesa con qualsiasi tempo, in ogni stagione per provare, per migliorare, per stare insieme. Ora, dopo un onorato servizio, la pianola non funziona più, ed il sacerdote, assieme al Consiglio economico ed amministrativo ha deciso di acquistare un nuovo organo per continuare il cammino intrapreso, a questa decisione si è subito affiancato il CCS di Istrago che, riconoscendo il ruolo, anche culturale svolto dal coro, ha aderito offrendo un sostanzioso contributo per l'acquisto dello strumento. Si tratta di un moderno organo elettronico che, oltre a restituire con la massima fedeltà il timbro caratteristico dei registri dell'organo, ha la possibilità di inserire registrazioni e combinazioni di diversi altri strumenti. Grazie alla lungimiranza del sacerdote, del Consiglio economico ed alla pronta disponibilità del CCSI, Istrago ha di nuovo il suo organo grazie al quale la nostra chiesa si riempirà di nuovo di canto e di musica.

Autore: Renata  

 

New York - Istrago


Venendo da una grandissima città tante persone qui mi chiedono come riesco ad adattarmi ad un paese così piccolo dove c'è poco da fare. Io, invece, non la vedo così. Effettivamente ci sono delle differenze enormi. Ma in verità, il problema è lo stesso: devi essere capace di adattarti ad ambienti differenti. Qui, a Istrago, devi riuscire ad abituarti con poco, anche se in verità quel poco è tanto. C'è tranquillità fin che ne vuoi. Da me, a New York, invece la tranquillità, la devi andare a cercare. Il segreto secondo me è che si deve mantenere la mente aperta e non giudicare un luogo appena arrivati. Io non posso dire che il mio paese è meglio del vostro; come voi non potete dire che il vostro paese è meglio del mio. Tutti cerchiamo le stesse cose: una base fatta di amici e di un rapporto tranquillo con le nostre famiglie le nostre fidanzate o fidanzati. La capacità di adattarsi a qualche cosa o a qualche situazione che non abbiamo mai provato è, forse, uno dei più grandi segni, una delle maggiori espressioni di intelligenza per qualsiasi persona. Purtroppo l'ignoranza e la paura sono le due cose peggiori, perchè ci impediscono di adattarci. La gente nel mio paese è diversa di quella del vostro, ma non quanto sembrerebbe. Cercano anche loro un ambiente dove possano sentirsi al sicuro, "sani e salvi", tranquilli. Non è così difficile trovare tutte queste cose: devi solo partire con la mente aperta e non lasciarti limitare dall'ignoranza e dalla paura. Sono questi due sentimenti che creano l'odio che poi manda in rovina i paesi e frattura le relazioni. Avevo intenzione di scrivere una piccola riflessione riguardo alla bellezza di questo posto e di questa regione, e quanto amo tutto e tutti. Ma sarebbe stato troppo facile e quelli che mi conoscono già sanno quali sono i miei sentimenti riguardo il nostro paese di Istrago. Io vengo qui quasi ogni anno, e mi diverto tanto perché mi immergo nelle vostre tradizioni e nel vostro modo di vivere; e perché, come ho detto prima, stiamo più o meno cercando le stesse cose. Mi auguro che se voi un giorno verrete nel mio paese, possiate rendervi conto di quanto siamo simili. Dovrete solo aprire la mente e usare la vostra immaginazione.
Daniel Zannier 2.9.2001
La Redazione Pochi giorni dopo si è verificato il mostruoso attentato alla città di New York, per fortuna Daniel è ancora qui e non è stato coinvolto………. e, sicuramente, noi tutti ci siamo sentiti molto vicini agli abitanti di quella lontana e grandissima città.

Autore: Daniel Zannier   

 

Vent'anni della biblioteca di Istrago


La giovane biblioteca di Istrago ha vent'anni. Lo slancio della nostra Elena che aveva portato alla sua apertura nel mese di settembre del 1980 l'ha mantenuta attiva in tutti questi anni incrementandone progressivamente la dotazione che da poche centinaia di libri ora assomma a diverse migliaia. L'impegno di questi anni merita un elogio da parte di tutti gli Istraghesi per la continuità e la disponibilità che lei ha dimostrato. Nel corso del 2000 avremmo voluto festeggiare questa ricorrenza in modo particolare, ma puntavamo a farlo nell'ambiente rinnovato che ci auguriamo entro pochi mesi potrà essere messo a disposizione della biblioteca e di altre attività. Infatti il Circolo Culturale Sportivo di Istrago ha presentato nelle scorse settimane all'Amministrazione Comunale una proposta di interventi per manutenzione straordinaria che permetterebbe di utilizzare la struttura delle ex-scuole elementari per tutto l'anno ed in un ambiente più confortevole.

Autore: N.N.   

 

Centenario del ponte di Ferro a Istrago


La storia si ripete, sono passati 100 anni e noi, cittadini della frazione di Istrago, desideriamo festeggiare nuovamente la realizzazione di questa struttura inaugurata nel lontano 23 dicembre 1900. Il ponte sul torrente Cosa allora rappresentò il superamento di un limite che per molti giorni all'anno risultava invalicabile, ma soprattutto un'opera destinata ad arricchire tutta la comunità; oggi rimane ancora la direttiva del più immediato collegamento al Capoluogo, il percorso che numerosi concittadini utilizzano quotidianamente e che, si spera presto, seguiranno anche per poter utilizzare le strutture da realizzare nell'area ricreativa le quali, a loro modo, favoriranno un nuovo arricchimento a favore di tutta la popolazione. E' per questo che la comunità istraghese ha festeggiato domenica 2 dicembre c.a. con una piccola cerimonia nella quale è stato presentato un opuscolo che ripercorre le vicende che hanno portato alla realizzazione del ponte di ferro, opera ingegneristica importante in quanto espressione di un momento storico particolarmente significativo per lo sviluppo economico e sociale di tutto il mandamento. 

 

Autore: N.N.   

 

 

 

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Il Run

 

 

E' arrivato il  Blog.

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E stato attivato  il nuovo blog di Istrago.  Il punto ideale per conoscere  tutte le curiosità sul nosto paese, un modo per confronarsi e per raccontare le proprie esperienze

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