Ecologia e problemi dell'ambiente
Antiche credenze e Superstizioni
Ecologia e problemi dell'ambiente
In questi ultimi anni c'è stato un risveglio delle coscienze per quanto riguarda i problemi dell'ambiente e la sua salvaguardia, anche se si deve aggiungere che è stato un risveglio assai tardivo. Per mancanza di informazione o per eccesso di questa, si è spesso ingenerata una gran confusione sul reale stato di degrado in cui si trova il pianeta Terra, tanto che episodi di grave inquinamento e di devastazione continuano ad imperversare tranquillamente davanti all'indifferenza o all'impotenza di noi tutti. E non a caso il settimanale americano Time, che tradizionalmente dedica la copertina dell'ultimo numero dell'anno ad un personaggio di rilevanza mondiale, ha ritenuto nessun uomo meritevole di comparire in prima pagina, che è stata invece riempita con l'immagine dal satellite della nostra povera e malata Terra. L'uomo sta pagando a caro prezzo il suo attuale "benessere" e, quel che è peggio, si sta letteralmente uccidendo. Per le sconsiderate scelte economiche di imprenditori e governi senza scrupoli e con la più o meno tacita complicità di tutti, la grande massa degli abitanti del pianeta, animali inclusi, è condannata ad una morte certa, sempre che non si intervenga drasticamente e subito. Non mi sembra il caso di spaventare i lettori con foschi presagi, ma la realtà è davvero drammatica: 31 milioni di ettari di foreste europee (da cui sono escluse quelle sovietiche) sono in via di distruzione ed ogni minuto scompaiono dalla faccia del pianeta 40 ettari di foreste tropicali; ma forse l'uomo non si è mai veramente chiesto come farebbe a respirare, a nutrirsi, a riscaldarsi, a vivere insomma, se non ci fossero le piante; l'ossigeno non nasce per bontà divina, ma perchè sono le piante a produrlo, assieme ad un'altra infinità di cose. Quel che è certo è che l'uomo ha perso definitivamente quel rapporto con la natura che avevano i nostri avi, trattando l'ambiente come del resto ha sempre trattato i suoi simili, ossia "oggetti" da sottomettere e sfruttare al massimo fino a che non siano del tutto "esauriti". Si potrebbe proseguire a lungo nella lista degli orrori perpetrati ed in atto a danno dell'ambiente: effetto serra, piogge acide, buco di ozono, tutti fatti di cui si parla per fortuna in continuazione, ma sta realmente cambiando qualcosa nelle nostre coscienze? Sembra invece di assistere ad una crescente apatia e disinteresse, quasi non ci importi nulla del futuro e di vivere davvero gli ultimi giorni. Mai come oggi l'umanità si è trovata in una situazione del genere: credo bene che prosperino ideologie da carta igienica preannuncianti la fine del mondo imminente e vengano rispolverate antiche profezie che fanno rabbrividire soltanto a sentirle: mai epoca è stata più favorevole e, nella totale assenza di speranza e volontà, prospera il caos. Anche ad Istrago non è che le cose vadano tanto diversamente. Basta vedere come son tenuti i pochi boschetti rimasti dei molti che un tempo circondavano il paese, tanto che, non molti anni fa, chi veniva da Spilimbergo intravedeva solo il campanile e la parte alta dell'abside della chiesa. Come non notare poi lo spettacolo di immondizie di ogni specie che fa bella mostra di sè sulle strade e nelle canalette di scolo. Non si è ancora capito che scaricare cento o duecento metri più in là i propri rifiuti, non risolve il problema: un altro potrebbe fare la stessa cosa al contrario, sicchè saremmo da capo. E tutto questo continua ad avvenire benchè esistano i cassonetti per i rifiuti. Dello stato di pulizia di questi ultimi, poi, è meglio accertarsi di persona. E di questo si deve ringraziare chi scarica i rifiuti sfusi o chi non chiude i sacchetti o ne usa di troppo leggeri. I rifiuti derivanti dai residui alimentari inoltre sarebbe opportuno facessero ritorno alla terra; una volta andavano tutti a finire sul letamaio, ora che a fare i contadini sono rimasti in pochi, chi ha un piccolo giardino od un orto può tranquillamente stoccare i propri rifiuti organici in una apposita lettiera assieme a foglie secche, erbacce ed altro, avendo così a disposizione del concime naturale e gratuito e contribuendo nello stesso tempo a rendere alla natura parte di quel che alla natura è stato tolto. E' sufficiente separare dall'inizio i vari tipi di rifiuti (materie plastiche, nylon, vetri, avanzi alimentari) in capaci contenitori che, una volta pieni, avranno destinazioni diverse a seconda del tipo di rifiuto che contengono; e così il vetro andrà negli appositi contenitori, le plastiche ed i rifiuti non riciclabili in modo naturale nei cassonetti ed i rifiuti alimentari nell'orto. E' ora di rendersi conto - e questo vale, guarda caso, per tutte le nostre azioni - che non si può solo prendere, ma si deve anche dare e dare in egual misura. La natura va rispettata e difesa, l'alternativa, in caso opposto, non esiste. Non è detto chel'umanità debba scomparire totalmente, ma lascio alla vostra immaginazione che razza di vita sarà ridotta a condurre e questo, tanto per restare in tema di profezie, non fra molti anni come tutti noi riteniamo.
Antiche credenze e Superstizioni
In questi ultimi anni c'è stato un risveglio delle coscienze per quanto riguarda i problemi dell'ambiente e la sua salvaguardia, anche se si deve aggiungere che è stato un risveglio assai tardivo. Per mancanza di informazione o per eccesso di questa, si è spesso ingenerata una gran confusione sul reale stato di degrado in cui si trova il pianeta Terra, tanto che episodi di grave inquinamento e di devastazione continuano ad imperversare tranquillamente davanti all'indifferenza o all'impotenza di noi tutti. E non a caso il settimanale americano Time, che tradizionalmente dedica la copertina dell'ultimo numero dell'anno ad un personaggio di rilevanza mondiale, ha ritenuto nessun uomo meritevole di comparire in prima pagina, che è stata invece riempita con l'immagine dal satellite della nostra povera e malata Terra. L'uomo sta pagando a caro prezzo il suo attuale "benessere" e, quel che è peggio, si sta letteralmente uccidendo. Per le sconsiderate scelte economiche di imprenditori e governi senza scrupoli e con la più o meno tacita complicità di tutti, la grande massa degli abitanti del pianeta, animali inclusi, è condannata ad una morte certa, sempre che non si intervenga drasticamente e subito. Non mi sembra il caso di spaventare i lettori con foschi presagi, ma la realtà è davvero drammatica: 31 milioni di ettari di foreste europee (da cui sono escluse quelle sovietiche) sono in via di distruzione ed ogni minuto scompaiono dalla faccia del pianeta 40 ettari di foreste tropicali; ma forse l'uomo non si è mai veramente chiesto come farebbe a respirare, a nutrirsi, a riscaldarsi, a vivere insomma, se non ci fossero le piante; l'ossigeno non nasce per bontà divina, ma perchè sono le piante a produrlo, assieme ad un'altra infinità di cose. Quel che è certo è che l'uomo ha perso definitivamente quel rapporto con la natura che avevano i nostri avi, trattando l'ambiente come del resto ha sempre trattato i suoi simili, ossia "oggetti" da sottomettere e sfruttare al massimo fino a che non siano del tutto "esauriti". Si potrebbe proseguire a lungo nella lista degli orrori perpetrati ed in atto a danno dell'ambiente: effetto serra, piogge acide, buco di ozono, tutti fatti di cui si parla per fortuna in continuazione, ma sta realmente cambiando qualcosa nelle nostre coscienze? Sembra invece di assistere ad una crescente apatia e disinteresse, quasi non ci importi nulla del futuro e di vivere davvero gli ultimi giorni. Mai come oggi l'umanità si è trovata in una situazione del genere: credo bene che prosperino ideologie da carta igienica preannuncianti la fine del mondo imminente e vengano rispolverate antiche profezie che fanno rabbrividire soltanto a sentirle: mai epoca è stata più favorevole e, nella totale assenza di speranza e volontà, prospera il caos. Anche ad Istrago non è che le cose vadano tanto diversamente. Basta vedere come son tenuti i pochi boschetti rimasti dei molti che un tempo circondavano il paese, tanto che, non molti anni fa, chi veniva da Spilimbergo intravedeva solo il campanile e la parte alta dell'abside della chiesa. Come non notare poi lo spettacolo di immondizie di ogni specie che fa bella mostra di sè sulle strade e nelle canalette di scolo. Non si è ancora capito che scaricare cento o duecento metri più in là i propri rifiuti, non risolve il problema: un altro potrebbe fare la stessa cosa al contrario, sicchè saremmo da capo. E tutto questo continua ad avvenire benchè esistano i cassonetti per i rifiuti. Dello stato di pulizia di questi ultimi, poi, è meglio accertarsi di persona. E di questo si deve ringraziare chi scarica i rifiuti sfusi o chi non chiude i sacchetti o ne usa di troppo leggeri. I rifiuti derivanti dai residui alimentari inoltre sarebbe opportuno facessero ritorno alla terra; una volta andavano tutti a finire sul letamaio, ora che a fare i contadini sono rimasti in pochi, chi ha un piccolo giardino od un orto può tranquillamente stoccare i propri rifiuti organici in una apposita lettiera assieme a foglie secche, erbacce ed altro, avendo così a disposizione del concime naturale e gratuito e contribuendo nello stesso tempo a rendere alla natura parte di quel che alla natura è stato tolto. E' sufficiente separare dall'inizio i vari tipi di rifiuti (materie plastiche, nylon, vetri, avanzi alimentari) in capaci contenitori che, una volta pieni, avranno destinazioni diverse a seconda del tipo di rifiuto che contengono; e così il vetro andrà negli appositi contenitori, le plastiche ed i rifiuti non riciclabili in modo naturale nei cassonetti ed i rifiuti alimentari nell'orto. E' ora di rendersi conto - e questo vale, guarda caso, per tutte le nostre azioni - che non si può solo prendere, ma si deve anche dare e dare in egual misura. La natura va rispettata e difesa, l'alternativa, in caso opposto, non esiste. Non è detto chel'umanità debba scomparire totalmente, ma lascio alla vostra immaginazione che razza di vita sarà ridotta a condurre e questo, tanto per restare in tema di profezie, non fra molti anni come tutti noi riteniamo.
Autore: Lucia Zavagno